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Coppa Toscana 2013

Il bottino dell'AKS cresce a dismisura
Montelupo, 10 novembre 2013

La Coppa Toscana è uno di quegli eventi regionali che dovrebbe unire tutti gli atleti di ogni singola società per determinare il più forte. Noi dell'AKS ci mettiamo sempre il cuore, scendiamo sui tatami di gara per tutta la squadra e non solo per il risultato personale; ci piace tifare dagli spalti e sentire il tifo che arriva fino al centro del quadrato. Si rimettono in gioco anche atleti che non vivono più l'agonismo come ai tempi d'oro e atleti che forse è la prima gara che fanno. Ma è giusto così, "uno per tutti e tutti per uno".

Ed infatti alla fine dei conti lo spirito di squadra ci ripaga: anche quest'anno l'Accademia Karate Shotokan si aggiudica la Coppa Toscana nel kata, nel kumite e nella classifica generale, ormai per il 4° anno consecutivo che fa l'amplain (6 in totale: anni 2013, '12, '11, '10, '07, '06). Ieri a Montelupo gli agonisti e i master AKS hanno disputato la loro gara, dal kata della mattina al kumite del pomeriggio, c'è chi addirittura ha fatto la doppia gara o chi è passato dal kimono al centro alla divisa di tecnico all'angolo.
Il M° Leonardo Marchi, il giorno dopo il grande successo, ha consegnato a facebook le sue parole di ringraziamento:

Volevo ringraziare pubblicamente tutti per la gara di ieri! A prescindere dal risultato che ci conferma come la migliore società nelle due specialità, volevo ringraziare tutti per lo spirito di squadra! Ieri ho visto una squadra unita!! Un gruppo che vince perchè numeroso!
Nonostante molti si confermino tra i più forti e si possa intravedere in loro la "stoffa del campione", ieri non hanno vinto da soli ma grazie a chi, in seconda linea, ce la mette tutta per salire su quel podio o anche solo per contribuire al successo del gruppo.
Grazie a chi ha partecipato a tutte e due le specialità mettendosi in gioco, grazie a chi si è rimesso in gioco, divertendosi, da Master, grazie a chi ha tifato dagli spalti per quasi 10 ore, grazie a chi ha terminato la gara alle 10 ma è rimasto fino alla fine, grazie a chi è arrivato dal mattino per tifare chi gareggia prima, grazie a tutti per quello che ieri avete dato per lo spirito della squadra e non del vostro singolo risultato!
Grazie speciale a chi si è cimentato come presidente di giuria ai tavoli, grazie ai nostri 3 nuovi arbitri che hanno contribuito allo svolgimento della gara, grazie a chi ha portato i caffè ai tavoli e a chi a fine serata ha aiutato a smontare.
Fiero di far parte di questa meravigliosa Squadra!!
Le coppe soddisfano ma voi di più!!

Coppa Toscana 2013
Con 13 ori, 13 argenti, 10 bronzi, un 5° posto e due 7' posti l'Accademia Karate Shotokan conquista un totale di 302 punti divisi in 86 punti nel kata e 216 nel kumite; seguono in seconda e terza posizione il Kodokan Firenze e l'ASD Athena con 94 punti a pari merito.

ORO
Sara Metti Cad -74kg
Lorenzo Antonelli Cad -76kg, Jun -76kg
Lorenzo Tapinassi EsA -45kg
Sofia Minardi EsB -56kg
Cosimo Margheri EsB -63kg
Ilaria Paoletti EsB Kata, EsB -45kg
Alessio Boetti EsB Kata
AKS Kata Giovanile Femminile
Stefano Carniani Sen -65kg
Stefano Marchi -90kg
Daniele Di Feo Master 35+ -84kg

ARGENTO
Greta Loreto Cad -66kg
Sofia Mearini Cad -74kg
Lorenzo Marsicano Cad -84kg, Jun -83kg
Elisa Sorrentino Cad Kata
Alice Lotti EsA -42kg, EsA Kata
Lorenzo Grisolia EsA -45kg
Greta Finocchiaro EsA -47kg
Jacopo Lotti EsA -45kg
Sebastian Carli Sassoè EsB -56kg
Alessandro Pinzauti EsB Kata
Niccolò Zanella Sen -83kg

BRONZO
Rebecca Pontremolesi EsA -47kg
Greta Finocchiaro EsA Kata
Lorenzo Grisolia EsA Kata
Gabriele Oriani EsB -56kg
Alessandro Pinzauti EsB -56kg
Virginia Castellucci EsB Kata
Chiara Biagioni EsB Kata
Greta Loreto Jun -68kg
Beatrice Zanella Sen -68kg
Marco Vicini Master 35+ -75kg

5° POSTO
Giovanni Fraticcioli Master 35+ Kata

7° POSTO
Rebecca Pontremolesi EsA Kata
Chiara Martelli EsB Kata F

I corsi AKS 2013-2014

I corsi AKS 2013-2014

I nuovi orari dei corsi AKS per la prossima stagione sono stati definiti e anche quest'anno ci sono delle piccole modifiche che speriamo vadano a ottimizzare e migliorare il servizio offerto.
Tutti i corsi riprenderanno il 9 di settembre!

I corsi dei bambini "Avviamento al Karate" è stato suddiviso in due turni: 4-6 anni e 7-9 anni per migliorare l'offerta formativa dedicata alla fascia specifica; Per realizzare questa suddivisione è stata modificata la durata del corso a 45' ciascuno. Siamo convinti che un corso maggiormente concentrato permetta una maggiore attenzione dei bambini permettendoci un allenamento più alla portata per l'età dei bambini. Il 2° turno permette, grazie all'omogenea capacità coordinativa della fascia d'età, di incrementare la richiesta tecnica rispetto al gioco e quindi include anche i bambini di 9 anni d'età.

Conseguentemente il corso dei più grandi inizierà alle 18:30 e non più alle 18. Nel corso 10-13 anni verranno suddivisi in gruppi: i principianti, che iniziano il karate per la prima volta, il guppo intermedio dove si collocheranno i fanciulli di 10-11 anni, all'interno del quale si svilupperanno le basi della tecnica del karate. Questo gruppo svolgerà gli allenamenti dalle 18:30 alle 19:30 il lunedì e mercoledì e dalle 17:30 alle 18:30 il venerdì.

Quest'anno è stato ideato un corso specifico per i Ragazzi ultimo anno avanzati e gli Esordienti A che continueranno a lavorare sulle basi approfondendo sia il KATA che il KUMITE. Il corso PRE-AGONISTI 11-13 anni verrà svolto il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 18:15 alle 19:30.

Rimangono invariati i corsi Agonisti: il KATA si svolgerà nei giorni lunedì e mercoledì dalle 15 alle 17 e il venerdì dalle 17:30 alle 19:30. Il corso di KUMITE i tre giorni lunedi, mercoledì e venerdì dalle 19:30 alle 21.

Rimane come la scorsa stagione anche l'orario del corso Amatori.

Il corso SDF Training rimarrà suddiviso nei due giorni: Martedì 19:00-20:00 palestra pesi ed il venerdì 19:00-20:00 palestra Olimpia.

Ovviamente le età dei corsi non sono retroattive e quindi è probabile che qualcuno di 9 anni rimanga nel corso intermedi 10-13 anni e non venga spostato al corso Avviamento. Comunque ogni caso specifico potrà trovare una sua collocazione accordandosi con il Maestro.

Anche per la prossima stagione l'AKS conferma i corsi alla sede distaccata di San Giorgio a Colonica: Avviamento 17:40-18:30 e Fanciulli 10-13 anni 18:30-19:30.
Quest'anno a partire dal 23 settembre verrà inaugurato anche un corso nella palestra Restart di Capalle nei giorni lunedì, mercoledì e venerdì.

Corsi

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

 

Sesto F.no

S. Giorgio a Colonica

Sesto F.no

S. Giorgio a Colonica

Sesto F.no

Avviamento al Karate
4-6 anni
17:00-17:45 17:40-18:30 17:00-17:45 17:40-18:30
Avviamento al Karate 
7-9 anni
17:45-18:30 17:45-18:30
Ragazzi principianti 
10-13 anni
18:30-19:30 18:30-19:30  18:30-19:30 18:30-19:30   
Ragazzi intermedi e avanzati 
10-11 anni
18:30-19:30   18:30-19:30   17:30-18:30 
Ragazzi-Esordienti avanzati 
12-13 anni
18:15-19:30   18:15-19:30   18:15-19:30 
Adulti karate tradizionale  20:00-21:30   20:00-21:30  
Agonisti Kata 15:00-17:00   15:00-17:00   17:30-19:30 
Adulti Kumite 19:30-21:00   19:30-21:00   19:30-21:00
S.D.F. Training   19:00-20:00     19:00-20:00
  Palestra Pesistica
Sesto F.no
     

 

La difesa preventiva

Cos'è la difesa preventiva?
La difesa preventiva è un comportamento mentale da adottare nella vita di tutti i giorni: si tratta di una serie di atteggiamenti sia verbali sia fisici che, più o meno istintivamente, sono da tenere in una situzione di pericolo per evitare la minaccia, lo scontro o l'aggressione.


pericolo
Per capire questo concetto si può ricorrere ad un espediente preso in prestito dall'ambito militare: il codice a colori. Il codice bianco denota una situazione di assoluta tranquillità e sicurezza dove la probabilità di un'aggressione è assai remota; un esempio è guardare la tv comodamente seduti in casa propria. Il colore giallo prevede un'attenzione maggiore: ancora non si è circondati da pericoli ma si deve essere pronti, come ad esempio durante il lavoro o la lezione in classe. Con il colore arancione si evidenzia l'alto stato di attenzione da tenere perchè ci può essere una situazione in cui dobbiamo rispondere repentinamente ad un'azione esterna: ad esempio in macchina o motorino si deve costantemente controllare il traffico e i pedoni. Ed infine il rosso, la vera situazione di pericolo. Le situazioni di pericolo sono molteplici e variano da persona a persona: camminare in una strada poco illuminata, aspettare l’autobus da soli in un posto isolato, stare all’uscita di un locale, trovarsi tra la folla, caso di incendio o calamità naturale e quasiasi altra condizione di stres giudichiamo pericolosa. Il pericolo è soggettivo, dipende da noi e dall'ambiente che ci circonda.

Come applicare la difesa preventiva?
trafficoIn auto è consigliato chiudere le portiere e non portare oggetti di valore sul sedile del passeggero per evitare la spiacevole situazione di uno scippo fermi al semaforo. Può capitare di imbattersi nella "truffa dello specchietto", quindi porre molta attenzione nel caso di un contatto con un'altra vettura e prima di uscire dalla macchina (che in quel momento è il posto più sicuro) controllare l'altro guidatore. Nelle scuole guida americane consigliano di fermarsi con largo margine dalla macchina che ci precede: una macchina da dietro tamponandoci ci potrebbe bloccare per tentare una rapina, ma avendo uno spazio di manovra si può prevenire l'incidente.
motorinoIn moto (così come a piedi) mai viaggiare con la musica nelle orecchie perchè ci si priva di un senso fondamentale: un esperimento svolto a Times Square ha dimostrato che tutti coloro che ascoltavano la musica non si sono accorti che camminando hanno incrociato numerose volte un pagliaccio in equilibrio su un monociclo. Fare sempre attenzione ad eventuali auto sospette che ci sorpassano più volte; si deve sempre parcheggiare in retromarcia e allacciare il lucchetto guardando la strada, perchè è da lì che arrivano i pericoli.
A piedi è fondamentale capire le distanze: immaginando di essere al centro di un cerchio, si devono mentalmente tracciare delle circonferenze di raggio variabile per capire in quale situazione ci si trova. La distanza più lontana, approssimativamente oltre i 5m, è la distanza di sicurezza oltre la quale devono stare tutti i pericoli che ci circondano. Avvicinandosi si trova la distanza da aggressione di gambe (circa 4m da noi), quindi la distanza da aggressione di pugno (2-3m) ed infine la distanza da prese (inferiore ad 1m).
distanze
Tra noi ed un eventuale aggressore si possono apporre degli ostacoli o dei dissuasori. Invece di incrociare delle persone che potrebbero essere pericolose, si può cambiare marciapiede. Se in un locale la situazione diventa pericolosa, si può uscire fuori, oltre i tavoli e le sedie che rappresentano l'ostacolo che l'eventuale aggressore deve superare.

NB: Leggendo questo articolo non dovrete costantemente vivere nel panico e nel sospetto, dubitando di tutti coloro che vi circondano. Fermatevi un attimo a riflettere al colore della situazione e poi agite di conseguenza; guardatevi attorno e ponete l'attenzione sugli atteggiamenti delle persone, quindi decidete come comportarvi.

Nella savana, il leone, attacca il bufalo adulto o la giovane gazzella? Se già vi sentite una piccola gazzella nella vostra savana quotidiana, cercate di non sembrare anche indifesa, evitando atteggiamenti provocatori nelle situazioni di pericolo. L'aggressore si annida proprio in un ambiente pericoloso puntando la vittima più debole: uno stato psicofisico alterato (come l'ubriachezza), l'essere isolati e un abbigliamento poco consono, possono essere tutti fattori che giocano a favore del malvivente. Essere in compagnia di amici o fuori con il cane, prestare attenzione e scansionare l'ambiente circostante ci possono mettere al riparo scoraggiando l'aggressore a dirigersi verso di noi.

La legittima difesa

Gli articoli scritti in questa sezione di "Pillole di Karate" sono da intendersi solo come linee guida da applicare nella vita di tutti i giorni, per dare la giusta visibilità a cosa realmente è la difesa personale oltre a ciò che si può leggere sui giornali o vedere ai tg a seguito dei fatti di cronaca. Sono consigli scritti da istruttori qualificati CONI di Karate e MGA (Metodo Globale Autodifesa), a seguito di attenti studi di settore e approvate metodologie di allenamento e insegnamento. Coloro che leggeranno queste pagine non devono avere la pretesa di imparare solo con la lettura, così come seguendo lezioni online tramite tutorial o brevi corsi intensivi che promettono il "tutto e subito". Si consiglia di affiancare lo studio su carta ad adeguate lezioni di autodifesa tenute da tecnici certificati in ambienti e contesti sicuri.


Inutile parlare di difesa personale se non si è a conoscenza di cosa effettivamente sono una minaccia o un'aggressione, di come la legge tutela la vittima di un'aggressione, e come si può evitare lo scontro con un aggressore.

Quindi, cosa si intende per autodifesa? L'articolo 52 del Codice Penale Italiano specifica ciò che comunemente viene definita "legittima difesa":

“Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa."

La legittima difesa prevede obbligatoriamente la difesa dell'incolumità propria o altrui a seguito di un pericolo contemporaneo, quindi ci si deve difendere nel momento in cui si subisce l'attacco da una o più persone, tenendo presente che la risposta deve essere proporzionale a ciò che si subisce. L'eccessivo scorrere del tempo può far scadere la legittima difesa in "vendetta": si torna dall'aggressore per vendicare il nostro diritto violato quando avremmo avuto la possibilità istantanea di difendersi.
Considerando i due piatti di una bilancia vanno paragonati tutti gli aspetti che caratterizzano sia l'aggressore che la vittima. L'atteggiamento dell'aggressore può essere semplicemente di minaccia ovvero una richiesta verbale ai danni della vittima, come ad esempio "Dammi il portafoglio!" nel caso di uno scippo, oppure di aggressione vera e propria nel caso in cui ci sia anche un contatto fisico prolungato (una presa ad un polso, una spinta o una trazione, un colpo). L'aggressore può essere a mani nude, armato con un arma convenzionale (da taglio o da fuoco) o occasionale (con lama, con punta, da percossa), può essere solo o in gruppo (il cosidetto "branco"). La vittima può essere visibilmente inferiore se è un giovane o una donna, deve mettere in atto una difesa verbale, ad esempio nel caso di una minaccia, o una difesa fisica, per un'aggressione, ma solo se psicologicamente e atleticamente allenata per evitare di aggravare la già delicata situazione. Se l'aggressore è armato la vittima può ricorrere all'uso di armi occasionali con oggetti di uso comune: il casco, una rivista arrotolata e la sciarpa possono servire come arma sia per colpire che per distrarre, il giubbotto e lo zaino sono ottimi scudi contro le armi da taglio. La vittima può richiedere l'aiuto di altre persone: questi possono agire direttamente ed immediatamente per difendere il diritto violato, possono chiamare i soccorsi o richiamare l'attenzione di altro pubblico per scoraggiare l'aggressore nel proseguimento dei suoi atti criminali.

NB: qualsiasi oggetto atto ad offendere ed il suo possesso senza giustificato motivo non può essere portato fuori dalla propria abitazione ed il contravventore è punito con l’arresto e la multa (art. 4 legge 110/75). Con la parola “armi” si intendono anche i coltellini svizzeri portati al di fuori di un loro possibile contesto come il campeggio od una gita in campagna, comuni attrezzi da lavoro come martello e cacciaviti se portati impropriamente in auto, lo spray al peperoncino che in questi ultimi anni ha avuto un grande successo tra le donne.
L'art. 53 del Codice Penale (Uso legittimo delle armi) dispone che solo un pubblico ufficiale, o a chi lo ordina, può far uso delle armi o di mezzi di coazione fisica solo nel caso in cui sia costretto per necessità a respingere un atto di violenza.
L'art. 54 del Codice Penale (Stato di necessità) sancisce che non può essere punibile chi ha commesso il fatto se costretto dalla necessità di difendere sè o altri da un pericolo attuale o da un danno grave e non evitabile, sempre considerando il fatto proporzionale al pericolo.  

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