Vacanze Estive

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La pausa estiva è già iniziate ed è quasi a metà del suo percorso.

Le vacanze sono un momento di relax e per molti, dalla chiusura dei corsi di fine giugno alla riapertura dei primi di settembre, si traducono in "dolce far niente"...

Attenzione! 
Non tenete la vostra auto in garage per due mesi che rischia di avere problemi alla ripartenza!!

"Allora non ci riposiamo mai?"

Il nostro consiglio è di riposare per almeno 10/15 giorni in completa inattività ma per il resto del tempo effettuare attività sportiva ogni 3-4 giorni (Non necessariamente Karate).

  • Per i più giovani (>12 anni) non dobbiamo assillarli con estenuanti fatiche estive ma piuttosto inivitarli a pratiche sportive divertenti e magari alternative: arrampicare, camminare, calvalcare in montagna, nuotare, tennis al mare, andare in bicicletta, beach volley, calcetto...
  • Per i meno giovani (>35 anni) valgono le regole dei più piccoli, magari con minore intensitàe maggiore gradualità: se non avete mai giocato a calcetto per un intero anno si sconsiglia la partita scapoli-ammogliati di 2h! Nel caso dei più adulti oltre a consigliarvi di camminare (la mattina al fresco o la sera), di andare in bici, vi consigliamo almeno 1 volta a settimana un "ripasso" di karate. Bastano 30' per ripassare i kata, effettuare qualche tecnica di kihon e magari qualche esercizio di potenziamentoe stretching.
  • Per gli agonisti non serve ribadire che 10-15 giorni di riposo vi servono per ricaricare le batterie ma già 20 rischiano di far esaurire le batterie che si ricaricano poi con maggiore fatica.
    Quindi Allenamento sempre! magari con qualche diversivo, va bene come per i più piccoli utilizzare mezzi di allenamento alternativi, giusto per rimanere in forma, ma se vogliamo essere performanti per i primi appuntamenti della stagione dobbiamo allenarsi in modo specifico!

Non vogliamo stancarvi nella lettura quindi vi lasciamo al riposo...ancora per poco!


Allenamenti agonisti di preparazione alla nuova stagione

Posted by Aks Accademia Karate Shotokan on Lunedì 29 giugno 2015

Karate into the Olympics 2020

We want Karate into the Olympics 2020: help WKF and sign the petition

Anche l'AKS crede nel Karate alle Olimpiadi ed invita ogni suo atleta, fan, genitore e qualsiasi appassionato di Karate a firmare la petizione on line lanciata su youtube dalla World Karate Federation. Vi proponiamo l'articolo originale, e la traduzione, che commentano il video pubblicato su youtube dalla WKF. Buona visione, buona lettura e THE K IS ON THE WAY!

karate into the Olympics

Vuoi il Karate alle Olimpiadi? Allora firma la petizione "KARATE INTO THE OLYMPICS 2020" ►http://chn.ge/1EZVchy
In attesa delle Olimpiadi di Tokyo 2020, la Japan Karatedo Federetion, coordinandosi con la WKF, sta facendo ogni sforzo per includere il Karate alle Olimpiadi con l'appoggio del Nippon Budo-kan, della Japan Budo Association, e di tutto il gruppo parlamentare per la promozion delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che è stato costituito con oltre 110 membri di entrambe le Camere del Parlamento.

Ora siamo nel mezzo della nostra campagna di raccolta firme insieme ai membri della JKF e alla WKF e a tutti i fan del karate.
L'inserimento del Karate alle Olimpiadi dà speranze e sogni ad ognuno nel mondo del Karate ed anche alle prossime generazioni.
Allo scopo di pubblicizzare la travolgente onda di appassionati nel mondo, comsì come in Giappone che supportano il Karate alle Olimpiadi, vorremmo chiedere il tuo pieno impegno e la tua collaborazione con questa raccolta firme online. 

Antonio Espinós: Presidente WKF
Takashi Sasagawa: Presidente JKF


Do you want Karate into the Olympics? Then SIGN NOW the petition "KARATE INTO THE OLYMPICS 2020" ►http://chn.ge/1EZVchy
Looking forward to the Tokyo Olympics 2020, Japan Karatedo Federation, in coordination with the WKF, has been making every effort for the inclusion of Karate into the Olympics with the support of Nippon Budo-kan, Japan Budo Association, and the All-Party Parliamentary Group for the Promotion of the Tokyo Olympics 2020, which has been set up with more than 110 members from both Houses of Parliament.
Now we are in the middle of our signature-collecting campaign together with JKF & WKF members and all karate fans.
The inclusion of Karate to the Olympics gives hopes and dreams to everybody in the karate world and also to the next generation.
In order to publicise the overwhelming wave of passionate vocal support for Karate to the Olympics to the world, as well as in Japan, we would like to ask your full support for and cooperation with this online signature-collecting campaign.

Antonio Espinós: WKF President
Takashi Sasagawa: JKF President

Un buon "Karate Genitore"

Come essere un buon "Karate genitore"

 (Suggerimento: Usa queste 6 parole magiche)

Libera traduzione dell'articolo: How to Be a Good Karate Parent (Hint: Use These 6 Magical Words) di Jesse Enkamp
By Alberto Maffini

Immaginate l'orrore:

  • Avete portato i vostri bambini a lezione di karate, tornei e stages per anni.
  • Avete speso montagne di soldi in uniformi, cinture, esami ed equipaggiamenti.
  • Avete investito centinaia di ore spingendo inesorabilmente i vostri figli al limite.
Poi, un giorno ...

BANG !

Vogliono smettere....proprio così.

Avete il cuore spezzato, siete sbalorditi. Perche ?!

Tentate di parlare con loro. Tentate di convincerli a continuare. Dite loro che sono troppo avanti per mollare ora.

Ma niente di tutto ciò funziona.

Quando un bambino prende una decisione, non c'è niente che si può fare davvero !

Naturalmente si comincia a biasimare se stessi...... «Che cosa ho fatto di sbagliato? Perché questo è accaduto? Non sono un buon genitore? Ho pagato i migliori allenatori, la palestra migliore, il migliore ... "

Stop. Fermatevi.

Vi dirò cosa avete fatto di sbagliato:

Siete stati così incantati dalle prestazioni, dalla gloria, dal palmares senza macchia, dall'orgoglio, dal successo e dal duro lavoro che vi siete dimenticati ciò che conta veramente.

La felicità.

Ora ripetete dopo di me:

"I bambini non sono una manifestazione fisica dei miei sogni d'infanzia irrealizzati."

Capito ?

Guardate.......nei miei anni passati come insegnante e allenatore di Karate, cresciuto in una famiglia di praticanti di arti marziali, ho assistito a troppi bambini di talento il cui entusiasmo è stato prosciugato da genitori ben intenzionati che inconsapevolmente trattano i loro figli come pedine umane in una sfida tra adulti.

E questo mi fa venire il mal di stomaco.

Se il successo dei vostri bambini - sia in Karate, hockey, a scuola o a calcio - è solo un altro status symbol per voi, allora preparatevi ad affrontare un tornado di conseguenze una volta che saranno abbastanza grandi per capirlo.

Ma non preoccupatevi.

C'è ancora una speranza.

Secondo alcune ricerche, ci sono frasi che i genitori possono utilizzare con i loro figli per assicurare che rimangano motivati e contenti delle loro prestazioni - non importa se suonano il pianoforte, giocando a palla o praticando Karate.

Le tre frasi più efficaci che i padri e le madri possono dire ai loro figli prima di una prestazione sono:

Prima della prestazione:

  • "Divertiti"
  • "Fai del tuo meglio"
  • "Ti voglio bene"

Dopo la prestazione:

  • "Ti sei divertito ?"
  • "Sono orgoglioso di te"
  • "Ti voglio bene"
Aspettate, c'è dell'altro.

Gli allenatori BE Brown e R. Miller di Proactive Coaching LLC, dopo avere condotto un sondaggio lungo tre decenni, chiedendo agli atleti universitari di successo ciò che i loro genitori hanno detto che li ha fatti sentire meglio quando hanno praticato sport da bambini.

Indovinate qual'è stata la loro prima risposta ?

Una frase semplice, composta da sei parole magiche:

"Mi piace guardarti mentre ti alleni"

Tutto quì. Niente frasi ad effetto come "Tu sei il campione" oppure frasi scoraggianti come "Prova con maggiore forza" e neanche fintamente di incoraggiamento come "...ci sono un paio di cose che devi migliorare..."

Solo:

"Mi piace guardarti mentre ti alleni"

 Semplice, elegante ed incredibilmente potente.

Questa frase di 6 parole, cari genitori, è la chiave per garantire che i vostri figli continuino ad amare e praticare Karate per gli anni a venire - con esami, cinture, riconoscimenti e trofei che agiscono come sottoprodotti naturali del loro praticare - non obiettivi.

L'unica cosa che i vostri bambini vogliono davvero è la vostra attenzione e approvazione incondizionata.

Quindi dategliela.

Dite loro: "Mi piace guardarti mentre ti alleni"

Allenate meno.

Amate di più.

 

Kata Shotokan

Kata Shotokan

Kata Shotokan

La difesa preventiva

Cos'è la difesa preventiva?
La difesa preventiva è un comportamento mentale da adottare nella vita di tutti i giorni: si tratta di una serie di atteggiamenti sia verbali sia fisici che, più o meno istintivamente, sono da tenere in una situzione di pericolo per evitare la minaccia, lo scontro o l'aggressione.


pericolo
Per capire questo concetto si può ricorrere ad un espediente preso in prestito dall'ambito militare: il codice a colori. Il codice bianco denota una situazione di assoluta tranquillità e sicurezza dove la probabilità di un'aggressione è assai remota; un esempio è guardare la tv comodamente seduti in casa propria. Il colore giallo prevede un'attenzione maggiore: ancora non si è circondati da pericoli ma si deve essere pronti, come ad esempio durante il lavoro o la lezione in classe. Con il colore arancione si evidenzia l'alto stato di attenzione da tenere perchè ci può essere una situazione in cui dobbiamo rispondere repentinamente ad un'azione esterna: ad esempio in macchina o motorino si deve costantemente controllare il traffico e i pedoni. Ed infine il rosso, la vera situazione di pericolo. Le situazioni di pericolo sono molteplici e variano da persona a persona: camminare in una strada poco illuminata, aspettare l’autobus da soli in un posto isolato, stare all’uscita di un locale, trovarsi tra la folla, caso di incendio o calamità naturale e quasiasi altra condizione di stres giudichiamo pericolosa. Il pericolo è soggettivo, dipende da noi e dall'ambiente che ci circonda.

Come applicare la difesa preventiva?
trafficoIn auto è consigliato chiudere le portiere e non portare oggetti di valore sul sedile del passeggero per evitare la spiacevole situazione di uno scippo fermi al semaforo. Può capitare di imbattersi nella "truffa dello specchietto", quindi porre molta attenzione nel caso di un contatto con un'altra vettura e prima di uscire dalla macchina (che in quel momento è il posto più sicuro) controllare l'altro guidatore. Nelle scuole guida americane consigliano di fermarsi con largo margine dalla macchina che ci precede: una macchina da dietro tamponandoci ci potrebbe bloccare per tentare una rapina, ma avendo uno spazio di manovra si può prevenire l'incidente.
motorinoIn moto (così come a piedi) mai viaggiare con la musica nelle orecchie perchè ci si priva di un senso fondamentale: un esperimento svolto a Times Square ha dimostrato che tutti coloro che ascoltavano la musica non si sono accorti che camminando hanno incrociato numerose volte un pagliaccio in equilibrio su un monociclo. Fare sempre attenzione ad eventuali auto sospette che ci sorpassano più volte; si deve sempre parcheggiare in retromarcia e allacciare il lucchetto guardando la strada, perchè è da lì che arrivano i pericoli.
A piedi è fondamentale capire le distanze: immaginando di essere al centro di un cerchio, si devono mentalmente tracciare delle circonferenze di raggio variabile per capire in quale situazione ci si trova. La distanza più lontana, approssimativamente oltre i 5m, è la distanza di sicurezza oltre la quale devono stare tutti i pericoli che ci circondano. Avvicinandosi si trova la distanza da aggressione di gambe (circa 4m da noi), quindi la distanza da aggressione di pugno (2-3m) ed infine la distanza da prese (inferiore ad 1m).
distanze
Tra noi ed un eventuale aggressore si possono apporre degli ostacoli o dei dissuasori. Invece di incrociare delle persone che potrebbero essere pericolose, si può cambiare marciapiede. Se in un locale la situazione diventa pericolosa, si può uscire fuori, oltre i tavoli e le sedie che rappresentano l'ostacolo che l'eventuale aggressore deve superare.

NB: Leggendo questo articolo non dovrete costantemente vivere nel panico e nel sospetto, dubitando di tutti coloro che vi circondano. Fermatevi un attimo a riflettere al colore della situazione e poi agite di conseguenza; guardatevi attorno e ponete l'attenzione sugli atteggiamenti delle persone, quindi decidete come comportarvi.

Nella savana, il leone, attacca il bufalo adulto o la giovane gazzella? Se già vi sentite una piccola gazzella nella vostra savana quotidiana, cercate di non sembrare anche indifesa, evitando atteggiamenti provocatori nelle situazioni di pericolo. L'aggressore si annida proprio in un ambiente pericoloso puntando la vittima più debole: uno stato psicofisico alterato (come l'ubriachezza), l'essere isolati e un abbigliamento poco consono, possono essere tutti fattori che giocano a favore del malvivente. Essere in compagnia di amici o fuori con il cane, prestare attenzione e scansionare l'ambiente circostante ci possono mettere al riparo scoraggiando l'aggressore a dirigersi verso di noi.

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